PER VIVERE SEMPRE PIù UNA NUOVA PENTECOSTE

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Lunedì 19 ottobre si è svolto il primo incontro del Corso per operatori pastorali in preparazione alla Missione cittadina. Nel capiente Auditorium di S. Baudolino, quasi al completo, il Vescovo ha inaugurato questo cammino di riflessione teologica per la nostra Chiesa che, con la Veglia missionaria celebrata sabato scorso, si è messa pubblicamente in stato di missione. La serata è stata occupata quasi interamente da una sintetica e organica relazione di don Maurilio Guasco, cui è seguito un breve scambio di domande e riflessioni con l’assemblea.
Don Maurilio ha condotto l’assemblea a comprendere meglio come essere Chiesa oggi presentando il paradigma autorevole del Concilio Vaticano II e in particolare la Costituzione pastorale Gaudium et Spes sulla Chiesa nel mondo contemporaneo. La relazione si è aperta con la presentazione di quanto il Concilio è stato e ha voluto essere per la Chiesa e per il mondo. Il Concilio ha costituito per l’episcopato mondiale la prima vera occasione di conoscenza profonda e di cammino comune nella fede, dopo la breve e molto “europea” esperienza del Concilio Vaticano I e prima della grande apertura del mondo contemporaneo alla reciproca conoscenza in un contesto globalizzato. L’iter di elaborazione della Gaudium et Spes, molto lungo e articolato, che don Maurilio ha presentato nella seconda parte della sua relazione, mostra da un lato la grande novità rappresentata da una seria, corale e approfondita discussione sulla teologia delle realtà terrene, dall’altro il grande sforzo dell’assise conciliare di elaborare un testo il più ampiamente possibile condiviso, capace di essere accolto dalle più diverse Chiese locali nel mondo.
Perché un testo sulla Chiesa nel mondo contemporaneo? Un documento di questo tipo, per quanto ci appaia scontato oggi, era allora del tutto nuovo, esprimeva cioè una teologia che, attraverso i movimenti rinnovatori del XX secolo, soprattutto quelli del ritorno alle fonti bibliche e patristiche, si era sempre più fatta strada nella coscienza di fede dei teologi dell’epoca sino a manifestarsi al Concilio con la sua forza rinnovatrice. Un testo simile, inoltre, esprimeva bene la volontà di Giovanni XXIII che, nell’annunciare il Concilio, aveva espressamente inteso fare un Concilio “pastorale”.
Complessivamente la vicenda storica illustrata da don Maurilio è stato un luminoso esempio di dialogo con il mondo, autorevole ed esemplare in quanto evento conciliare e in quanto evento a noi così vicino nel tempo, pur se a volte lontano nella nostra coscienza ecclesiale. Per questo il Corso per operatori pastorali prevede nei prossimi incontri altre due relazioni sulla Gaudium et Spes, volte a presentare quanto il documento esprime sui singoli temi che riguardano la vita della Chiesa nel mondo ad essa contemporaneo.
Perché il modo di essere “Chiesa nel mondo” vissuto dal Concilio e espresso nei suoi documenti sia da noi sempre più assunto in questo anno di preparazione alla Missione, il corso prevede anche tre laboratori, in cui si imparerà sempre più in modo pratico a leggere nella fede la nostra esperienza ecclesiale per aprirci meglio all’annuncio del Vangelo a chi ancora non ne ha fatto un ascolto vivo. Perché non solo il Concilio ma anche noi, Chiesa che vive in Alessandria, possiamo vivere sempre più una “nuova Pentecoste”.

Luciano Lombardi

 

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