UN CAMMINO DI CONVERSIONE E DI TESTIMONIANZA PER TUTTI

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Non possiamo certamente negare di aver provato, di fronte al desiderio del Vescovo di programmare una missione per la Chiesa di Alessandria, un certo stupore unito ad un po’ di smarrimento e di diffidenza, considerando che la missione sarebbe stata fatta dal popolo cristiano stesso e non, secondo la tradizione, da alcuni missionari appositamente chiamati per svolgerla.
Ci siamo messi al lavoro costituendo inizialmente una commissione di sacerdoti per approfondire le indicazioni del vescovo e tracciare alcune linee di programmazione volte a coinvolgere tutte le componenti della Chiesa locale. In particolare la nostra attenzione si è soffermata su una affermazione del Vescovo stesso: “la missione non è altro che una celebrazione straordinaria di un impegno ordinario...”. Un atteggiamento nuovo, di collaborazione, di corresponsabilità, di comunione, di conversione, sorretto dall’entusiasmo che nasce dall’aver ricevuto un dono da vivere e partecipare agli altri: il dono della fede, dell’amore di Dio e del suo perdono. Messaggio molto semplice ma estremamente impegnativo.
Nell’anno trascorso si sono via via coinvolti gli uffici pastorali, il consiglio pastorale e presbiterale, la consulta dei laici, e in modo particolare i parroci della città in quanto la missione avrà inizio dalla città per estendersi successivamente alle varie zone della diocesi. Questo lavoro è stato svolto tenendo presente anche i consigli, suggerimenti e le proposte dei padri O.M.I. (Oblati di Maria Immacolata), esperti nella preparazione di ‘missioni integrate’ ossia volte a rendere il popolo cristiano soggetto principale di ogni iniziativa missionaria sia internamente alla Chiesa che verso coloro che ancora non fanno parte delle comunità cristiane. Ai parroci della città è stato chiesto di segnalare gruppi di collaboratori con i quali programmare un cammino di verifica della realtà e di formazione, avendo come riferimento le indicazioni del ‘Liber Pastoralis’ e la ‘Lettera ai cercatori di Dio’.
La risposta dei parroci della città è stata immediata e positiva. I gruppi dei collaboratori hanno dimostrato entusiasmo e disponibilità, pur nella consapevolezza della difficoltà della testimonianza cristiana in un tempo segnato da grandi problematiche in cui sembra che le tristezze e le angosce abbiano il sopravvento sulla gioia e sulla speranza.
Certamente ci è chiesto un atto di fiducia nella presenza del Signore risorto che guida la Chiesa, nella potenza del suo amore che si manifesta ancora e sempre nella risposta gioiosa di fede e di servizio di tante persone che quotidianamente incontriamo. Siamo ormai giunti all’apertura ufficiale della missione, ad un mandato di testimonianza, al “servizio sacerdotale” per il quale ringraziamo continuamente Dio Padre: «noi ti rendiamo grazie per averci ammessi alla tua presenza a compiere il servizio sacerdotale». E’ l’imitazione di Cristo che si è fatto “servo di tutti” e “ultimo di tutti”, offrendo la sua vita per la salvezza del mondo. Dopo un anno di incontri e di confronti per la programmazione della missione ho avuto modo di constatare molti segnali positivi di collaborazione e di consapevolezza del ruolo missionario della Chiesa. Il compito che abbiamo da svolgere è estremamente impegnativo ma confidiamo nell’azione della Spirito Santo per continuare un cammino di conversione e di testimonianza personale e comunitaria.

Don Giovanni Guazzotti
Vicario per la Pastorale

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