BIBLIOTECA DEL SEMINARIO VESCOVILE

Via Inviziati 1 - 15121 Alessandria

Tel. 0131 512239

(Referente: Don Marco Camillo Visconti)

Mail: bibliotecaseminario@diocesialessandria.it


Anagrafe CEI Istituti Culturali Ecclesiastici: 

anagrafebbcc.chiesacattolica.it/anagrafica


Referente

Don Marco Camillo Visconti

Direttore Biblioteca Seminario


 

 

 

 

Cenni storici Patrimonio bibliografico

 

Cataloghi Servizi

 

Fondi librari Bibliografia

 

Regolamento

 

 

 

IL CONVEGNO DEL 18 OTTOBRE

 

Presentazione Il programma

 

 

 

 

 

 

 


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Tipologia funzionale:  Di conservazione
Settori di specializzazione:  Filosofia; Bibbia; Teologia cristiana; Ecclesiologia. Diritto e leggi della Chiesa; Diritto e disciplina della Chiesa. Trattamento storico e geografico; Storia della Chiesa; Diritto antico; Scienze naturali e matematica. Dizionari, enciclopedie, concordanze; Scienze naturali e matematica. Storia, geografia, persone; Geografia e viaggi
Accesso:  Libero
Consistenza complessiva della collezione:  27000
Fondi antichi:  De Rossi, Giuseppe Tommaso ; Paez, Giuseppe Maria ; Collegio dei Gesuiti ; Chenna, Giuseppe Antonio; Lazari, Francesco ; Pirattone, Giovanni Paolo ; Cappuccini di Mizza Monferrato; Cappuccini di Alessandria; Cappuccini di Casale; Moretti, Cesare

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LA MEMORIA DELLE BIBLIOTECHE

Non so che cosa diverranno le nostre biblioteche in un futuro informatico in cui, e lo ritengo un errore, lo scritto su carta verrà trasposto in una memoria elettronica di cui ancora non si sa che fine avrà.

Rimango affezionato ai libri, tanto più se sono antichi, perchè consegnano a noi memorie d'altri tempi, quelle che hanno permesso alla nostra civiltà di fare passi in avanti e di giungere fino alle conquiste di oggi. Mi pare che nella stessa fatica nel confezionare un libro, nel trascriverlo o nello stamparlo, dopo l'invenzione della stampa, vi sia più umanità, anche se più fatica, e quindi un maggior rapporto tra chi ha scritto un libro e chi lo legge.

Non intendo osannare il libro oltre il suo valore; desidero, invece, far comprendere come le cose materiali che abbiamo quotidianamente dinnanzi possono metterci in relazione con gli altri uomini, al di là da un rapporto puramente formale, ma lasciare spazio a relazioni quasi di continuità fisica.

Quando mi trovo dinnanzi a un tavolo, oppure dinnanzi ai fogli di un affare economico o a un fascicolo, il mio pensiero non si ferma a giudicare quell'oggetto o quello scritto per quello che mi pare sia concretamente; vado oltre, e allora mi passano dinnanzi agli occhi della mente persone che hanno lavorato, e con fatica, per costruire quel tavolo, oppure uomini e donne che hanno introdotto quella pratica che è, per loro, un problema da risolvere...

Per questa ragione, credo che la futura società sarà assai più disumanizzante di quanto noi possiamo oggi pensare se non si apporteranno dei correttivi, specialmente dando vita a momenti e luoghi di socializzazione.

Non ho mai ritenuto la biblioteca un luogo dove uno va solo per una sua acculturazione su un problema, o solamente per consultare in silenzio un libro; a volte quel silenzio che si impone perchè altri stanno lavorando mi è parso di peso e troppo rigoroso. Ritengo che la biblioteca non sia come il giornale che leggo da solo, ma un giornale discusso, confrontato con una ricerca attraverso il dialogo con altri, senza per questo recare disturbo ad alcuno.

Mi accorgo di sognare a occhi aperti! Ma è bello sognare poichè da un sogno potrebbe venirne una realtà e, come oggi è, far sì che l'uomo si riappropri non solo della sua natura sociale, ma anche di quella comunicativa. La biblioteca, a mio modesto avviso, serve proprio a questo. (torna su)

† Fernando Charrier

Vescovo emerito

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CENNI STORICI (torna su)

La Biblioteca Storica della Diocesi di Alessandria è un istituto culturale fondato nel 1774 e nato dal desiderio del vescovo Giuseppe Tommaso De Rossi di dotare la città di una biblioteca pubblica aperta a studiosi e letterati, oltre che a seminaristi.

Il progetto di biblioteca pubblica incontra nel tempo diverse difficoltà come la soppressione temporanea della Diocesi, la dispersione dei beni ecclesiastici nel periodo napoleonico, ecc., fino all'alluvione del 1994. L'inondazione ha danneggiato una consistente parte del fondo antico (1.493 volumi che sono stati immediatamente sottoposti a trattamenti che ne hanno consentito il recupero), ma ha anche dato il via a una nuova stagione di interventi importanti: ristrutturazione della sede, restauro dei volumi e catalogazione del fondo antico.

Inoltre, con il contributo della Regione Piemonte (Soprintendenza ai Beni librari) si è proceduto all'installazione degli impianti anti-intrusione e anti-incendio, alla dotazione di postazioni informatiche e al restauro degli arredi lignei.

Sono oltre cento i volumi antichi restaurati presso i laboratori nazionali più accreditati.

La catalogazione di tutti i volumi della raccolta è stata effettuata dalla cooperativa Arca di Alessandria. Sono 1.248 le edizioni del XVI secolo di cui 546 catalogate con criteri SBN e pertanto la consultazione di tale catalogo è possibile mediante internet visitando i siti www.sbnonline.sbn.it oppure www.regione.piemonte.it/opac/. Per consultare il catalogo delle cinquecentine italiane cliccare il sito www.edit16.iccu.sbn.it. (torna su)

PATRIMONIO BIBLIOGRAFICO (torna su)

Il fondo storico della Biblioteca è costituito da circa 14.000 volumi antichi. Il nucleo centrale della collezione proviene dalla biblioteca del Collegio dei Gesuiti di Alessandria, soppresso nel 1773, che contiene opere classiche, di filosofia, grammatica e storia, e dal fondo del canonico Paez.

Nel corso del XIX secolo notevole è stato il processo di crescita delle collezioni, con l'acquisizione, ad esempio, dei fondi dei Cappuccini di Nizza Monferrato e di Alessandria e dei Domenicani di Bosco Marengo. (torna su)


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CATALOGHI (torna su)

Dal 2008 si è iniziato a catalogare i libri che costituiscono il fondo librario antico della biblioteca storica del seminario di Alessandria in SBN-WEB (Servizio Bibliotecario Nazionale), e dal 2015 anche il fondo moderno. Questo catalogo on-line, tramite la catalogazione partecipata fra le biblioteche aderenti,  permette di riunire tutte le risorse librarie nazionali producendo un catalogo unico assicurando qualità, completezza e coerenza della descrizione bibliografica e un servizio nazionale di accesso ai documenti.  (torna su)


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SERVIZI (torna su)

La Biblioteca antica è dotata di una sala di lettura. Non si effettua servizio di prestito. L'accesso al pubblico e la fruizione sono disciplinati dal regolamento della Biblioteca. (torna su)


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FONDI LIBRARI (torna su)

1. Nucleo originario

Libreria del collegio alessandrino dei Gesuiti

Donazione del canonico Giuseppe Maria Paez

2. Nucleo di fine Settecento

Fondo del Legato De Rossi

Fondo di Giuseppe Antonio Chenna

Fondo del canonico Pirattone

Donazione di mons. Pistoni

Fondo del convento di Santo Stefano

Opere restituite alla Biblioteca della Diocesi dalla Biblioteca civica di Alessandria

Donazione del canonico Lazari

3. Nucleo di età ottocentesca

Fondo dei Domenicani di Alessandria

Fondo dei Cappuccini di Nizza Monferrato

Fondo dei Cappuccini di Alessandria

Fondo dei Minori Osservanti di Acqui Terme

Fondo dei Domenicani di Bosco Marengo

Donazione del teologo Gerolamo Buzzi

Fondo di mons. Pietro Giocondo Salvay

Fondo dei Servi di Maria

Fondo dei Cappuccini di Casale (torna su)


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BIBLIOGRAFIA (torna su)

R. Livraghi, 'La Libreria del Seminario di Alessandria. Nascita ed evoluzione di una biblioteca tra Sette e Ottocento', Camera di Commercio di Alessandria, Alessandria 1991.

R. Livraghi, 'Biblioteche in Piemonte nell'alluvione del novembre 1994', in 'Bibiliophilia Subalpina', Quaderno 1998, pp. 159-171.

'Biblioteche in Piemonte', Ed. Bibliografiche, 1995, pp. 15-16. (torna su)


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REGOLAMENTO INTERNO DELLA BIBLIOTECA (torna su)

1. La Chiesa, 'segno e strumento dell'intima unione con Dio e dell'unità del genere umano', manifesta significativamente il Vangelo. E contribuisce in forme molteplici all'autentica promozione umana. Attraverso le biblioteche ecclesiastiche, nelle quali sono custodite testimonianze eloquenti del suo essere e del suo operare, sono documentati la missione della Chiesa di edificare il Regno di Dio e il suo impegno di costruire, insieme agli uomini di buona volontà, una società più rispettosa della persona umana e dei valori di bellezza, cultura, libertà e giustizia. Le biblioteche ecclesiastiche hanno anche 'un eccezionale valore nella evangelizzazione, nella catechesi, nella promozione della cultura della solidarietà e del dialogo con il mondo contemporaneo'.

2. La biblioteca ecclesiastica nasce e si sviluppa a servizio dell'istituzione o ente che la possiede. In quanto bene culturale essa è accessibile anche agli studiosi esterni, secondo le disposizioni emanate dalla competente autorità ecclesiastica.

3. La biblioteca è aperta alla consultazione in un numero di giorni e di ore stabilmente determinato. L'apertura al pubblico è regolata da apposite norme emanate dalla competente autorità ecclesiastica, in giorni e ore ben definiti, costanti e regolari; saranno ugualmente stabiliti i periodi di chiusura. Eventuali sospensioni del servizio saranno notificate per tempo.

4. Per accedere alla biblioteca occorre compilare l'apposito modulo di ammissione, specificando le generalità, l'indirizzo e il recapito telefonico, nonché il tipo di materiale che si intende consultare. L'utente è tenuto a comunicare eventuali variazioni dell'indirizzo e del recapito telefonico. I dati personali saranno trattati nel rispetto delle disposizioni vigenti in materia.

5. L'utente che chiede di accedere alla biblioteca deve prendere visione delle norme che regolano l'accesso, la consultazione e i servizi e impegnarsi a osservare integralmente le disposizioni e le successive integrazioni e/o modifiche, notificate mediante semplice affissione nei locali della biblioteca.

6. L'utente si impegna a consegnare alla biblioteca una copia delle pubblicazioni da lui prodotte con riferimento al materiale conservato presso la biblioteca stessa.

7. La richiesta di materiale per la consultazione si effettua mediante compilazione di apposita scheda prestampata. Il responsabile può fissare un numero massimo di pezzi consultabili giornalmente e l'orario limite oltre il quale non è più consentita la richiesta, tenendo presente il numero degli utenti presenti, l'ubicazione dei volumi, il personale di servizio disponibile al momento.

8. La consultazione di materiale manoscritto o antico a stampa è riservato a coloro che abbiano compiuto la maggiore età e può essere soggetta a specifiche limitazioni quali, a esempio, la verifica delle effettive capacità del richiedente di leggerne o decifrarne il contenuto, la presentazione scritta del rispettivo docente nel caso di studenti universitari che devono condurre ricerche specifiche, il deposito di un documento di identità durante la permanenza in sala.

9. Il materiale dato in consultazione deve essere maneggiato con cautela per prevenire ogni forma di deterioramento. Chi danneggia o smarrisce il materiale a lui affidato in consultazione deve procurare un esemplare integro e in buone condizioni, ovvero rifondere una cifra pari al doppio del valore aggiornato al pezzo danneggiato o smarrito. Agli utenti può essere revocato l'accesso alla biblioteca nel caso in cui dimostrino di non maneggiare con la debita cura il materiale in consultazione.

10. L'utente non può accedere ai depositi librari per la ricerca e il prelievo diretto dei volumi né può avere in consultazione il medesimo manoscritto o libro antico contemporaneamente ad altro utente. Nella consultazione dei manoscritti si può fare uso solamente della matita cancellabile. Per nessun motivo è permesso portare i volumi fuori dalla biblioteca.

11. Nella sala di studio e nei locali adiacenti sono prescritti il silenzio, un comportamento consono alla natura del luogo e un modo di vestire adeguato all'ambiente. Nelle sale è vietato fumare e consumare cibi o bevande. Prima di accedere alle sale di studio gli utenti depositano in apposito guardaroba cappotti, soprabiti, giubbotti, borse, ombrelli e altri oggetti ingombranti.

12. La sala di lettura non può essere adibita come spazio per attività di studio che prescindano dalla consultazione di volumi appartenenti alla biblioteca. L'uso di libri personali, che dovranno in ogni caso essere verificati dal personale all'ingresso e all'uscita dalla sala, è consentito solo come ausilio per lo studio di documenti effettivamente consultati nella biblioteca. Non si devono introdurre nella sala di studio apparecchi fotografici, registratori, scanner, telefoni cellulari, radioline, cibi, bevande, liquidi coloranti, forbici e simili. (torna su)