VERBALE CONSIGLIO PASTORALE DIOCESANO 12  FEBBRAIO 2019

 

Martedì 12 febbraio 2019, alle ore 19.00, presso il Centro Pastorale Santa Chiara, si è riunito in seduta ordinaria, il Consiglio Pastorale Diocesano (CPD) per discutere il seguente Ordine del Giorno:

 

  1. Il cammino del discernimento comunitario, a partire dalla Lettera Pastorale, ci ha condotti a riflettere sulla manifestazione dello Spirito Santo e della Sua potenza (1Cor 2,4) ;

- In quali ambiti della nostra comunità riusciamo a riconoscere questa azione che edifica la comunità stessa?

- Come questa azione è segno autentico di testimonianza?

            - Come discernere questa autenticità?

            Lavori di gruppo e confronto;

 

  1. Visita Pastorale. Breve report della visita nella zona Valenza e confronto;

 

  1. Varie ed eventuali.

Gli assenti sono rilevabili dal Registro delle firme.

Presiede S.E. il Vescovo di Alessandria Mons. Guido Gallese, modera la Sig.ra Luciana Buzzi, moderatrice per il CPD. La seduta si apre con un momento di preghiera introdotto dall’invocazione dello Spirito Santo. Segue la lettura del Vangelo del giorno (Mc 7,1-13), un momento di silenzio e la preghiera.

Intervento di Luciana Buzzi

Luciana Buzzi presenta l’Ordine del Giorno e spiega che il terzo punto “varie ed eventuali” sarà anticipato: l’equipe diocesana che si occupa del progetto Policoro presenterà il progetto al CPD.

 

Nulla osta da parte dei membri del CPD, dunque si procede con la presentazione del progetto Policoro.

 

Intervento di Roberto Massaro

Roberto Massaro, direttore dell’ufficio diocesano per i problemi sociali e del lavoro, fa parte con Giorgio Ferrazzi (Pastorale Giovanile) e Giampaolo Mortara (direttore Caritas diocesana) dell’equipe che si occupa del progetto Policoro in diocesi.

Massaro spiega che il progetto Policoro esiste da più di vent’anni a livello nazionale ed è nato nel 1995 grazie alla Commissione problemi sociali e del lavoro della CEI per rispondere alla volontà della Chiesa italiana di farsi carico del problema della disoccupazione giovanile, in particolare nel Sud del nostro Paese. Attraverso il sostegno delle diocesi e dei fondi dell’8X1000 della CEI, nel corso degli anni sono nate molte imprese per i giovani che si sono impegnati in diverse attività, anche grazie al recupero dei beni confiscati alla criminalità organizzata.

Con la crisi economica del 2008, il progetto viene esteso progressivamente anche al Nord.

“Sulla spinta di Mons. Vescovo – precisa Massaro - con i responsabili del servizio diocesano di pastorale giovanile e il direttore della Caritas che, insieme a me, formano l’equipe, durante il 2018, abbiamo cercato di capire, anche attraverso momenti di incontro con chi questa esperienza la sta già vivendo, quale potesse essere la ricaduta sulla nostra realtà alessandrina. Abbiamo cercato alcuni giovani che volessero essere coinvolti in questo percorso triennale, individuando il nostro candidato in Giorgio Ferrazzi,che abbiamo poi proposto al progetto nazionale Policoro”.

Facendo riferimento alle indicazioni contenute nella Lettera pastorale di Mons. Vescovo, Massaro sottolinea che il progetto vede l’impegno di tre uffici pastorali che collaborano per un obiettivo comune.

 

Intervento di Giorgio Ferrazzi

Giorgio Ferrazzi spiega che il progetto Policoro si basa su una figura chiave e cioè l’animatore di comunità: un giovane residente nella diocesi che riceve un mandato che dura tre anni. Nel primo anno si investe sulla formazione del giovane perché possa avere tutti gli strumenti necessari per poter portare a termine il mandato. Nel secondo e nel terzo anno ci si concentra sulle attività territoriali ovvero quelle azioni che porteranno alla creazione di gesti concreti e alla nascita di realtà lavorative giovanili che puntano sull’imprenditorialità del singolo o di una serie di giovani che hanno un sogno comune.

Il 2019 sarà dedicato alla formazione e alle relazioni; il progetto Policoro, proprio attraverso la relazione, vuole mettere insieme tutti gli attori (associazioni, enti, etc.) presenti sul territorio che siano a servizio di tre parole-chiave: giovani, Vangelo e lavoro.

L’equipe è una “comunità per la comunità diocesana” e, dal prossimo anno, sarà attivo anche uno sportello che potrà ascoltare e indirizzare i giovani in cerca di lavoro, grazie ad una rete di relazioni che, via via, si riusciranno ad intrattenere.

Nella nostra diocesi ci sono molte iniziative già attive (anche al di fuori dei contesti ecclesiali tradizionali), che si occupano di lavoro o di giovani o di Vangelo e possono essere gli interlocutori privilegiati ai quali rivolgersi e con i quali fare rete.

Grazie al progetto Policoro, i giovani non soltanto avranno la possibilità di ottenere un lavoro qualsiasi, ma di trovare un impiego adatto a loro: il progetto, infatti, non si traduce esclusivamente in un piano emergenziale per far fronte al problema della disoccupazione giovanile, ma rivela un taglio profondamente vocazionale. “Durante questo cammino di accompagnamento – conclude Ferrazzi - i ragazzi  potranno costruirsi il lavoro che sentono che Dio ha pensato per loro”.

Giorgio Ferrazzi garantisce che il CPD verrà costantemente informato degli sviluppi del progetto e ricorda che il 23 e 24 marzo in diocesi, si terrà un incontro di formazione regionale con tutti gli animatori di comunità delle altre diocesi.

 

Intervento di Luciana Buzzi

La moderatrice del CPD ringrazia Giorgio Ferrazzi per l’intervento e chiede ai membri del Consiglio di porre eventuali domande riguardo al progetto Policoro.

 

Non essendoci nessun intervento o richiesta di chiarimento, si passa alla trattazione del 1° punto all’O.d.G.

 

1) Il cammino del discernimento comunitario, a partire dalla Lettera Pastorale, ci ha condotti a riflettere sulla manifestazione dello Spirito Santo e della Sua potenza (1Cor 2,4) ; - In quali ambiti della nostra comunità riusciamo a riconoscere questa azione che edifica la comunità stessa? - Come questa azione è segno autentico di testimonianza?  - Come discernere questa autenticità? Lavori di gruppo e confronto;

 

Intervento del Vescovo

Mons. Gallese spiega che il primo punto richiede una riflessione attraverso i lavori di gruppo.

Durante il discernimento comunitario zonale si è indagato il tema della manifestazione dello Spirito Santo e della Sua potenza. “La Lettera Pastorale ha due fuochi – precisa Mos. Gallese – (e cioè) il tema dell’essere Chiesa e il riconoscere nel nostro essere Chiesa la preminenza dell’azione dello Spirito. La Chiesa non è il frutto di una mera programmazione pastorale ed è importante cercare di scorgere come lo Spirito Santo sta parlando alla nostra Chiesa e dove ci vuole condurre. Dove la presenza dello Spirito Santo si manifesta nella nostra Chiesa?”.

Il Vescovo riprende e spiega brevemente le domande contenute nel 1° punto all’O.d.G. e alle quali si dovrà cercare di dare una risposta durante i lavori di gruppo.

 

I membri del CPD si dividono in quattro gruppi.

 

Seguono i lavori di gruppo che si concludono alle 20.30 per la pausa cena.

 

Alle 21.30 circa  riprende la seduta del CPD.

 

Intervento di Luciana Buzzi

Luciana Buzzi invita i relatori dei quattro gruppi di lavoro a riassumere brevemente quanto emerso dal confronto.

 

Intervento di Roberto Massaro

Roberto Massaro spiega che dai lavori del suo gruppo si evince che gli ambiti in cui si manifesta lo Spirito Santo all’interno delle comunità parrocchiali sono i momenti di lettura e condivisione della Parola di Dio (soprattutto tra gli adulti e i genitori dei bambini del catechismo) e il servizio caritativo.

Per quanto riguarda l’autenticità della testimonianza (in riferimento alla terza domanda),  essa si riscontra nella capacità di essere comunità aperta e inclusiva.

Massaro conclude sottolineando la necessità di essere in grado di leggere l’azione dello Spirito Santo anche al di fuori dei circuiti tradizionali della parrocchia.

 

Intervento di Serena Demicheli

Serena Demicheli, rappresentante della parrocchia San Giuseppe Artigiano in Alessandria, riferisce che, dai lavori di gruppo è emerso che si riconosce la manifestazione dello Spirito Santo nel servizio caritativo, nella partecipazione di più comunità ad una determinata iniziativa (in particolare nei paesi), nella nascita di nuove disponibilità di servizio all’interno della comunità e nel desiderio di costruire qualcosa insieme in comunità che hanno lo stesso parroco. Da non dimenticare anche l’importanza dei percorsi con le famiglie che hanno una ricaduta nel servizio alla carità o nell’accompagnamento delle  persone fragili.

L’autenticità della testimonianza, che deriva dall’ascolto della Parola di Dio, si traduce in alcuni atteggiamenti come l’essere perseveranti e pazienti, caratteristiche del cristiano fedele al Vangelo.

 

Intervento di Angelo Teruzzi

Angelo Teruzzi, rappresentante della Consulta dei laici, segnala che, durante i lavori del suo gruppo, sono state evidenziate situazioni in cui si riconosce l’azione dello Spirito Santo: nel coinvolgimento delle famiglie nel catechismo e dei giovani nei corsi per animatori;  in alcune  parrocchie che hanno creato insieme un gruppo Caritas che testimonia in maniera autentica l’azione dello Spirito Santo non solo ai più fragili ma anche ai parrocchiani e a chi fa servizio. In altre comunità la manifestazione dello Spirito Santo si riconosce nell’accettare novità pastorali e percorsi comuni per più parrocchie (il cammino dell’iniziazione cristiana, la celebrazione di un’unica S. Messa per più parrocchie, etc.).

Teruzzi conclude il suo intervento sottolineando che è molto importante prestare attenzione a cosa lo Spirito Santo stia effettivamente suscitando.

 

Intervento di Carlotta Testa

Carlotta Testa, direttrice dell’ufficio diocesano di pastorale giovanile e vocazionale, riferisce che, dai lavori di gruppo è emerso che l’azione dello Spirito Santo si riconosce nel sostegno a quelle comunità che, trovandosi a condividere lo stesso parroco, vivono un momento delicato e  devono impegnarsi in cammini comuni in vari ambiti. Certamente, lo Spirito Santo agisce da sempre nei nostri cuori e, forse, è proprio in condizioni di fragilità che si riesce a riconoscerne l’azione.

Carlotta conclude che lo Spirito Santo si manifesta nella sete di profondità dei giovani che, spesso, sentono il bisogno di approfondire la loro fede, invece di impegnarsi solo nelle attività.

 

Intervento del Vescovo

Mons. Gallese sintetizzando quanto emerso dai lavori di gruppo, dice di essere rimasto colpito dal ricorrere di tre ambiti in cui si riconosce l’azione dello Spirito Santo: la Parola di Dio che deve essere posta al centro delle nostre comunità, così come la S. Messa domenicale; il servizio caritativo che si traduce in esperienza autentica della manifestazione dello Spirito Santo e della sua potenza;

la comunità con la sua capacità di includere e di condividere un percorso pastorale comune.

Mons. Vescovo ringrazia i membri del CPD per gli interventi e i contributi attraverso i lavori di gruppo.

 

Si passa alla trattazione del 2° punto all’O.d.G.

 

2)Visita Pastorale. Breve report della visita nella zona Valenza e confronto.

 

Intervento di Mons. Massimo Marasini

Mons. Marasini, Vicario episcopale per la zona pastorale Valenza, espone un breve report sulla visita pastorale di Mons. Vescovo nella zona Valenza. Grazie al contributo delle parrocchie (12 su 15, precisa il Vicario episcopale) della zona Valenza, che don Massimo ha interpellato, sono emerse alcune considerazioni comuni.

La visita pastorale è stata assolutamente positiva perché ha dato la possibilità ai fedeli di conoscere  meglio il Vescovo; anche il fatto che la visita si sia tradotta nel vivere straordinariamente l’ordinarietà della vita parrocchiale e, per certi aspetti, l’arrivo a sorpresa del Vescovo per evitare la “sindrome della parata”, è stato accolto positivamente.

Invece, tra i “desiderata” proposti dai parroci della zona Valenza:

- La visita potrebbe protrarsi più a lungo affinché il Vescovo possa partecipare a tutti gli aspetti della vita parrocchiale e che ci si confronti anche su alcuni temi emergenti.

- Il Vescovo, confermando i fedeli nella fede, potrebbe cogliere l’occasione della visita pastorale per confrontarsi con le varie parrocchie e proporre percorsi unitari e omogenei (almeno a livello zonale) in ordine ad alcuni aspetti importanti della vita parrocchiale (cammino dell’iniziazione cristiana, sacramenti, etc.).

- La visita potrebbe essere programmata con maggiore anticipo affinché la comunità possa essere preparata all’incontro con il Vescovo, in vista di una riflessione su alcuni aspetti della vita comunitaria che hanno bisogno prima di una sintesi a livello di parrocchia per poi essere discussi con il Vescovo.

 

Mons. Marasini e Mons. Vescovo chiedono ai membri del CPD se ci sono domande o eventuali integrazioni rispetto a quanto riportato dal Vicario episcopale per la zona Valenza.

 

Non ci sono altri interventi

 

Intervento del Vescovo

Mons. Gallese riferisce che la visita pastorale è stata un’esperienza di Grazia che continua anche nella zona pastorale Fiumi dove la visita si sta attualmente svolgendo. “A me piace incontrare le comunità partecipando alla liturgia nella sua ordinarietà – precisa Mons. Vescovo - è l’occasione per apprezzare il lavoro delle parrocchie, la partecipazione dei fedeli e il meccanismo (interno alle comunità) che funziona. In ogni luogo ho visto l’azione dello Spirito. Voglio che la mia sia una presenza di amicizia, comunione e vicinanza che si esprime nella celebrazione”.

Mons. Gallese desidera che quando dà delle indicazioni precise ai parroci, esse vengano tenute in considerazione.

Mons. Vescovo auspica anche un momento di festa (a livello zonale) conclusivo della visita ma è consapevole della difficoltà di conciliarlo con le numerose attività parrocchiali. Si riserva di riflettere su quest’ultima possibilità.

 

Intervento di Luciana Buzzi

La moderatrice del CPD chiede se ci sono ulteriori interventi.

 

Intervento di don Vittorio Gatti

Don Vittorio Gatti, Vicario Generale, chiede al Vescovo di chiarire i tempi della visita pastorale nelle altre zone  (Fraschetta- Marengo e Alessandria).

 

Intervento del Vescovo

Mons. Vescovo chiarisce che per quanto riguarda la zona Fiumi ha potuto partecipare alle celebrazioni domenicali della maggior parte delle parrocchie, ma non è ancora riuscito a celebrare alcune Messe feriali, ad esempio nelle case di riposo, e a prendere parte ad alcuni momenti come il catechismo o gli incontri sul Vangelo.

In Quaresima comincerà la visita nella zona Fraschetta-Marengo e, dalla metà di settembre, prenderà il via la visita nella zona Alessandria che dovrebbe protrarsi fino a novembre circa.

Infine, Mons. Gallese ipotizza che, in futuro, potrebbe essere favorevole che la visita pastorale si dilunghi durante tutto il corso di un anno pastorale, prendendo in considerazione ogni anno una zona diversa.

 

 

La seduta del CPD termina alle ore 22.30 con la recita della Compieta.

 

 

 

 

Paola Bianchi

Segretaria del Consiglio Pastorale Diocesano